I dati e le statistiche sugli immatricolati/laureati dell’area umanistica sono offerti in forma disaggregata per settori disciplinari: discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive e scienze della formazione e dell’educazione. La ragione è che afferiscono a mercati del lavoro con caratteristiche differenti.


Gli immatricolati dell’area umanistica rappresentano quasi un ¼ di tutti gli immatricolati dell’Ateneo di Torino, e la gran parte di costoro sono iscritti a corsi di laurea afferenti alle discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive. Il numero degli immatricolati delle discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive è in continua crescita dal 2015, mentre quello degli immatricolati in scienze della formazione e dell’educazione è rimasto stabile nel corso degli anni. Molti corsi di laurea in scienze della formazione e dell’educazione sono però a numero chiuso, per cui le dinamiche delle immatricolazioni sono determinate dall’offerta più che dalla domanda degli studenti.


Il numero di laureati sia triennali che magistrali in discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive è aumentato nel corso degli ultimi due anni, per superare di poco nel 2016 i livelli raggiunti nel 2013.


La stragrande maggioranza dei laureati dell’area umanistica è composta da donne, specie tra i laureati in scienze della formazione e dell’educazione dove le donne rappresentano quasi la totalità dei laureati.


Stando alle nostre stime elaborate sui dati delle Forze di lavoro - ISTAT, il tasso di occupazione dei laureati in discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive di età inferiore ai 35 e residenti nel nord-Italia è sensibilmente inferiore al tasso di occupazione medio calcolato su tutti i laureati del nord Italia, mentre quello dei laureati in scienze della formazione e dell’educazione è superiore di circa 7 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione dei laureati in discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive è superiore alla media di circa 3 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione stimato tra i laureati in scienze della formazione e dell’educazione è invece intorno al valore medio.


La percentuale di laureati in discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive - sempre di età inferiore ai 35 e residenti nel nord-Italia - che svolgono una professione ad alta specializzazione e tecnica è inferiore alla media.  Diversamente, la percentuale di laureati in scienze della formazione e dell’educazione che svolge una professione ad alta specializzazione e tecnica è pari all’91,6%, ovvero pari a circa 19 punti percentuali in più rispetto alla media calcolata su tutti i laureati del nord Italia. La differenza tra i laureati in discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive e quelli in scienze della formazione e dell’educazione risulta ben marcata quando si osservano i rapporti di lavoro.


La percentuale di laureati in discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive che lavorano come dipendenti è leggermente superiore a quella della media stimata su tutti i laureati, mentre tra i laureati in scienze della formazione e dell’educazione la quota dei dipendenti è ben superiore alla media. Piuttosto ampio e variegato risulta essere il ventaglio delle professioni svolte dai laureati in discipline linguistiche, letterarie, artistico-espressive.