I dati e le statistiche sugli immatricolati e laureati dell’area scientifica sono offerti in forma disaggregata per settori disciplinari: scienze matematiche, fisiche e naturali; scienze della vita e scienze motorie. La ragione è che afferiscono a mercati del lavoro con caratteristiche differenti.


Gli immatricolati in area scientifica rappresentano poco meno di un ¼ degli immatricolati dell’Ateneo di Torino, e la gran parte di costoro sono iscritti a corsi di laurea afferenti a scienze della vita e scienze matematiche, fisiche e naturali, mentre gli immatricolati in scienze motorie rappresentano appena il 3% degli immatricolati totali. Il numero degli immatricolati dell’area scientifica è aumentato nel corso degli ultimi due anni, e gran parte di questo aumento si deve alla dinamica degli immatricolati in corsi dell’area scienze matematiche, fisiche e naturali che, dopo anni di sostanziale stabilità, ha registrato un boom nel 2017 (+58% rispetto al 2015). Il numero degli immatricolati in scienze della vita, dopo alcune oscillazioni avvenute tra il 2015 e il 2016, nel 2017 è tornato ai livelli del 2014. Stabili sono rimasti gli immatricolati in scienze motorie. 


Negli ultimi anni il numero di laureati sia triennali che magistrali in scienze matematiche, fisiche e naturali è rimasto sostanzialmente stabile. Il numero di laureati triennali in scienze motorie nel 2015 ha registrato un decremento rispetto al 2014, mentre quello dei laureati triennali e magistrali è leggermente aumentato.

Tra i laureati dell’area scientifica meno della metà sono donne, fanno eccezione i laureati in scienze della vita in cui le donne rappresentano quasi il 57% del totale. Le donne sono invece una minoranza tra i laureati in scienze motorie e scienze matematiche, fisiche e naturali.


Stando alle nostre stime elaborate sui dati delle Forze di lavoro - ISTAT, il tasso di occupazione dei laureati dell’area scientifica di età inferiore ai 35 e residenti nel nord-Italia è lievemente inferiore, di poco meno di 3 punti percentuali, al tasso di occupazione medio calcolato su tutti i laureati del nord Italia. Al contrario, il tasso di disoccupazione dei laureati area scientifica è lievemente maggiore di quello medio.  A registrare un minor tasso di occupazione e un maggior tasso di disoccupazione rispetto alla media sono i laureati di scienze della vita.


La percentuale di laureati dell’area scientifica - sempre di età inferiore ai 35 e residenti nel nord-Italia - che svolgono una professione ad alta specializzazione e tecnica varia in modo anche piuttosto significativo tra i settori scientifici. La percentuale dei laureati in scienze matematiche, fisiche e naturali che svolge una professione ad alta specializzazione o tecniche è superiore alla media di circa 12. Tra i laureati in scienze della vita, invece, la percentuale di coloro che svolgono una professione ad alta specializzazione si ferma al 61.2%, ovvero 12 punti percentuali in meno della media. Infine, la percentuale di laureati in scienze motorie che svolge una professione ad elevata specializzazione o tecnica è in linea con quello medio.  Differenze marcate tra i laureati delle diverse discipline che compongono l’area scientifica si rilevano anche rispetto ai rapporti di lavoro. La percentuale di laureati in scienze matematiche fisiche e naturali che lavorano come dipendenti è superiore di circa 8 punti percentuali alla media. Tra costoro, un terzo ha un contratto a tempo determinato, un valore lievemente superiore a quello medio. Diversamente, la percentuale di laureati in scienze della vita e scienze motorie che lavorano come dipendenti è inferiore alla media, specie tra i laureati in scienze motorie. In modo simile a quanto rilevato per i laureati in scienze matematiche, fisiche e naturali, anche tra i laureati in scienze della vita e scienze motorie che lavorano come dipendenti la percentuale di contratti a tempo determinato è superiore alla media.